Amy Winehouse, la madre: “Non sarebbe mai arrivata a 30 anni”

Non è la prima volta che Janis Winehouse rivolge alla stampa un suo pensiero. Il ricordo della figlia è sempre fortissimo, intenso, e non c’è da meravigliarsi. Un’intervista al “Daily Mail” riporta tutto a quella notte di fine luglio, quando Amy Winehouse si ubriacò fino alla morte (così raccontarono le cronache). Si trovava nel suo appartamento a Cadmen Town, quartiere a Nord di Londra: “Credo che ciò che ha ucciso Amy non sia stato solo l’alcol, ma il fatto che pesasse meno di 44 chili per poco più di 1 metro e cinquanta…” (…)

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La sua morte non mi ha sorpreso

La madre di Amy Winehouse non ha mai creduto che la cantante, morta a causa dell’alcol nel luglio 2011 a soli 27 anni, sarebbe arrivata al traguardo dei 30. “Quando pensavo ai 30 anni di Amy, non ci credevo“. E, ancora: “La sua morte non mi ha sorpreso. Il suo corpo non poteva sostenere una simile quantità di alcol dopo tre settimane di astinenza“.

Quanti campanelli d’allarme per mamma Janis che, anni fa, aveva lanciato un appello ai media: “Salvatela!“. All’epoca la popstar si era trasferita nell’isola caraibica di Santa Lucia, per ritrovare emozioni, per scrivere nuove canzoni. Stava cercando di disintossicarsi dalla droga, pur essendo abbattuta da un altro vizio, quello dell’alcol…

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Ti voglio bene, mummy

Janis incontrò Amy il pomeriggio prima di morire, nell’appartamento di Camden. Una tazza di thè, un pensiero felice rivolto al matrimonio con il compagno, il regista Reg Traviss, previsto per quel settimana. Prima di andare via, la ragazza aveva sussurrato un “Ti voglio bene, mummy“.

Non era un’alcolizzata, secondo il racconto della madre, ma una ragazza fragile, incapace di gestire le emozioni sul palcoscenico. Usava l’alcol come “sostegno” per le esibizioni. “Non avrebbe mai bevuto davanti a me. Era il tipo di ragazza che prima di accendere una sigaretta chiedeva il permesso“.

(foto by kikapress.com)

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