Elisa: “Negramaro u rock my soul. Grazie…” [VIDEO]

Cosa devo fare…adoro questi ragazzi. Negramaro u rock my soul. Grazie…“. Così Elisa, dopo una notte emozionante sul palco dell’Olimpico di Roma. Per molte ore una folla di fan ha aspettando fuori dai cancelli l’inizio del live dei Negramaro. Come un ottimo vino salentino che, lentamente, s’insinua in terra straniera e porta ad alzare il gomito, al limite dell’ubriacatura. Oltre 40 mila spettatori per Giuliano, Andrea, Lele, Ermanno, Danilo e Pupillo: una storia semplice, forse, un concerto meraviglioso, senza dubbio…

Quanti Vip!

A guardare le facce, a osservarli così, mentre si agitano e battono il tempo, questi ospiti non sono qui giusto per farsi vedere. Vogliono divertirsi, fare festa: in tribuna Carlo Verdone, Margherita Buy, Giovanni Veronesi, Letizia Casta, i Club Dogo, i pugliesi Michele Placido e Riccardo Scamarcio. E poi Pippo Baudo, Pierfrancesco Favino, Al Bano e, immancabile, Rosario Fiorello: va a trovare Giuliano in camerino, dopo averlo ospitato più volte nella sua Edicola Fiore.

La vigilia su Twitter

Sui social network la febbre sale sempre più, mano a mano che l’evento si avvicina. E vicini a Giuliano e compagni sono amici e colleghi. In seguito al duetto di San Siro, ecco un bel tweet per Elisa: “Stasera Roma respirerà la magia unica della tua voce ed essenza!” con la cantante che risponde: “Questa sera la seconda tappa del tour #negramarostadi all’Olimpico di Roma. Ancora emozioni dopo San Siro!“. Poi un pensiero rivolto a Jovanotti, impegnato a Torino: “Buona musica fratello! Il cielo di Roma e quello di Torino, un altro mash-up di musica e vita!“. Immediata la replica: “fallih ballah!!!! Gemellaggio Olimpico Roma-Torino! In bocca al Lupo, anzi alla lupa!“. Chiude la band: “Lupacchiotto!“.

Lo spettacolo

Sembra banale, ma lo stile inconfondibile distingue, comunque, tutte le canzoni: per i cambi di ritmo, per le luci che fanno da sfondo e contorno, per quella voce che – piaccia o no – regala affabulanti effetti a sinusoide, in un alternarsi di tonalità pazzesco. Il concerto è aperto da Marracash (“Via le mani dagli occhi”), la presenza di Elisa dona classe ed eleganza (“Basta così” e “Ti vorrei sollevare”). Sono due i palchi a disposizione dei Negramaro: uno più grande per le scenografie d’effetto e un altro più piccolo, proprio in mezzo al parterre, con il pubblico a un passo. Fa caldo, ma si respira: l’esordio non poteva che essere “Estate“, poi, via via, ci si lascia incantare da “L’immenso” e “Meraviglioso“: l’Olimpico trema, i cuori ancor di più. Come Milano, anche qui varie commistioni: da Big Fish che canta in versione rap “Una storia semplice”, alle esibizioni acustiche, archi e fiati, dei Gnu Quartet. Dieci anni di musica e di carriera festeggiati con un concerto “meraviglioso” allo Stadio Olimpico: i Negramaro conquistano la capitale.

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La polemica

Permettetemi di chiudere con un’osservazione, la pelle non conosce colori“. Così Giuliano ha chiuso il concerto, in relazione alla vicenda Calderoli-Kyenge. “Ditelo questo – ha aggiunto – a quell’orango, che è uno stronzo“. Lasciamo per ultima questa nota di colore, per non perdere l’incanto dei sei colori di questa storia, semplice e bellissima.

(foto by kikapress.com)

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