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Note di Numa: come nasce l’ispirazione? Guardatevi attorno, parole e musica sono già lì

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Ciao Velvet!

Oggi vi parlo dalle campagne londinesi, luogo perfetto per affrontare il tema dell'”ispirazione“. Un background, un tramonto, un prato ma anche una città, la periferia, le albe e il mare sono state, come saprete, capaci di stimolare l’animo artistico di molti cantanti e musicisti. Un paesaggio o un contesto particolare sono spesso capaci di farci “fissare” le nostre emozioni e le  nostre esperienze tramutandole in un testo. Questo aspetto è fondamentale per chi la musica la fa, ma anche per chi “semplicemente” la ascolta, poiché ritrovare in un brano uno stato d’animo sincero fa sì che ci si possa immedesimare con l’artista e con quanto sta provando.

A volte, ascoltando un brano, ci domandiamo: è nata prima la musica o prima il testo? Io credo che la risposta sia molteplice, perché non tutti compongono e creano nella stessa maniera. A volte nascono prima le parole e poi la melodia, a volte il contrario e altre volte ancora nasce tutto insieme. Dei colleghi mi raccontano che durante la notte hanno sognato una musica o una storia da  raccontare e, appena svegli, hanno iniziato subito a scrivere o registrare quello che avevano in mente, per non dimenticarlo. Spesso grandi brani sono nati così. Incredibile, ma vero!

E allora, proprio dopo avervi detto queste cose, mi piacerebbe citarvi qualche testo. Ad esempio, vi ricordate quando Baglioni diceva: “Tra mille mattini freschi di bicilette, mille e più tramonti dietro i fili del tram”? Che fotografia, non trovate? Oppure Mogol-Battisti con “Inseguendo una libellula in un prato un giorno che avevo rotto col passato”. Non posso non citare anche Renato Zero: “Periferia, dove vivere è un terno alla lotteria. Dove un miracolo è un pane in più, un giorno in più che strappi tu. Periferia è casa mia”. Queste sono parole che poi con la musica si tramutano in emozioni eterne!

Tra i brani che meglio sono riusciti a portare a termine questa sfida, oltre a quelli citati, c’è ne è uno in particolare del quale voglio parlarvi: “Caruso”. Ho letto in un’intervista che Lucio Dalla scrisse questo brano sulla terrazza dell’albergo Vittoria a Sorrento. Capitò lì per caso, a causa di un guasto alla sua barca che lo costrinse a pernottare sulla terra ferma. Giunto in questo luogo venne a conoscenza della storia di un tenore, ospite dello stesso hotel anni prima, innamorato di una sua allieva e che, su quella terrazza, cantava per lei. Lucio quindi scrisse: “Qui dove il mare luccica e tira forte il vento, su una terrazza, davanti al golfo di Surriento. Un uomo abbraccia una ragazza dopo che aveva pianto, si schiarisce la voce e ricomincia il canto”. Queste parole non sembrano anche a voi una prova completa di quanto un paesaggio sia in grado di creare un’esperienza da tramandare poi a tutti? Questo è un messaggio importante per ricordare a noi artisti che dobbiamo “coltivare” ma anche assecondare la nostra ispirazione (che è un po’ la nostra stessa storia), ma serve anche a chi ascolta la musica per ricordare una parte di se stessi, per ritrovarsi e re-ispirarsi.

Una canzone può far nascere una lacrima o un sorriso: in entrambi i casi ci ricorda che la vita è una cosa meravigliosa! Quindi grazie alla musica, grazie a i testi e a tutti coloro che vogliono condividere i propri sentimenti!

Un bacio da Numa!

Foto by Velvet Music

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