Ligabue, Campovolo 2015: 150 mila persone per un concerto da record [VIDEO/FOTO]

Il 19 settembre 2015 è una data che i fan di Ligabue non dimenticheranno: dopo tanta attesa è andato in scena il suo mega-concerto al Campovolo di Reggio Emilia. Già si parla dello “show dei record”: 150 mila fan arrivati da tutta Italia, di cui più di mille sono partiti dall’estero, con un incasso di 7 milioni e mezzo di euro. Il più alto mai realizzato in Italia da un artista italiano con un solo concerto, come ha ricordato uno degli organizzatori, Ferdinando Salzano di F&P, e riportato da Repubblica.it.

Cinque-sei milioni di euro, però, sono state invece le spese per allestire lo spazio, come ha dichiarato il manager di Ligabue, Claudio Maioli. Da record è stato anche l’ambizioso progetto di riproporre sul palco per intero la tracklist di due dischi che hanno fatto un po’ da “pietre miliari” nella luminosa carriera dell’artista, ovvero il suo primo disco omonimo, Ligabue, del 1990, e Buon compleanno Elivis, del 1995, il lavoro che lo rese definitivamente uno degli artisti più amati del pubblico italiano. Inoltre, tanto per non farsi mancare nulla, nel terzo tempo di questo show sono state proposte le migliori canzoni tratte da Giro del mondo, il disco contenente, tra le altre cose, i suoi ultimi singoli C’è sempre una canzone, A modo tuo, I campi in aprile e Non ho che te.

Ad accompagnare Liga sul palco i ClanDestino, la band che lo ha affiancato all’inizio della sua carriera, la Banda, la sua formazione del 1995, e il suo gruppo attuale, composto da Michael Urbano alla batteria, l’inseparabile Fede Poggipollini, alle chitarre con Niccolò Bossini, Davide Pezzin al basso e Luciano Luisi alle tastiere. Uno show iniziato sulle note di Balliamo sul mondo, che ha riportato tutti i presenti direttamente agli anni ’90.

Saranno anche passati 25 anni da allora, ma l’entusiasmo e l’energia del pubblico e del rocker non sembrano essere stati intaccati. Impossibile non sentirsi 25 anni più giovani quando Liga canta pezzi come Bambolina e barracuda, Piccola stella senza cielo, Marlon Brando è sempre lui o Non è tempo per noi. Un impianto da oltre 560 casse e 19 torri acustiche per dar sfogo a quei Sogni di rock ‘n’ roll che hanno tenuto uniti Liga e i suoi fan in queste ultime due decadi.

Giacca e occhialoni da sole alla Elvis per lui, un pupazzo di Presley a “benedire” tutto i popolo del rock presente, ma anche momenti emozionanti come le immagini sul maxischermo che hanno ricordato le persone scomparse care al Liga, tra cui il padre Giovanni Ligabue, Angelo Carrara, primo manager, e Feiez. Un concerto come quello di ieri entra nella memoria collettiva, fa dire al pubblico “io c’ero” con orgoglio. “Ho sempre potuto sapere una cosa: che potevo contare su di voi e questa è stata una costante di questi 25 anni”, ha scritto oggi il cantautore, su Facebook, dopo quello che ha definito (a ragione) “il mio concerto più lungo di sempre. Neanche per lui, ne siamo certi, sarà facile dimenticare.

Foto: Facebook

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