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Mika, la musica lo ha fatto crescere: “Ero chiuso e mio padre mi spronò a cantare”

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Siamo contentissimi di annunciare che Good Guys é diventato disco d’oro in Italia Congratulazioni Mika e grazie a tutti i fans!“. Questa la frase pubblicata solo pochi minuti fa nel profilo ufficiale Facebook di Mika. Un ulteriore riconoscimento per il cantante libanese e che arriva dopo i 10milioni di copie vendute del suo ultimo album, No Place in Haeven. Insomma, si può tranquillamente dire che questo sia un periodo d’oro per l’artista, che è anche tornato a vestire i panni di giudice di X Factor 9 e sta per pubblicare un libro con la Rizzoli. Come se non bastasse, il 27 settembre sarà in scena a Milano (il 29 a Roma e il 30 a Firenze) per le ultime date del tour italiano.

C’è poi il duetto con Fedez e, soprattutto, la serenità ritrovata dopo l’episodio di intolleranza omofoba che l’ha visto coinvolto solo qualche settimana fa quando sui social ha iniziato a circolare l’immagine di un suo manifesto con la scritta “frocio”. Come ha detto proprio Mika in una recentissima intervista pubblicata su La Repubblica: “Mi sono arrabbiato perché quando per tanto tempo hai subito questo tipo di violenza risprofondi spietatamente nel passato“. Ma, poi, ha detto il musicista, ha trovato il modo di gestire la situazione: “Ho cominciato a usare quell’immagine come una bandiera, l’ho sbattuta anche sul mio profilo Twitter. Ho rotto il muro di pudore e di silenzio, quel sorvolare borghese che spesso fa seguito a episodi del genere“.

E la risposta del pubblico è stata sorprendente e la solidarietà gli è come piovuta addosso da tantissime parti. Ora, come sempre del resto, quello che interessa davvero a Mika è la sua musica: “Un cantante è un cantante e basta – ha proseguito – La mia dimensione pubblica è quella che mostro sul palco“. In fondo, è stata proprio la musica ad aiutarlo a superare un’infanzia difficile. “A 9 anni mi hanno buttato fuori da scuola – ha poi svelato – ero diventato il bersaglio di un’insegnante isterica… mi ero chiuso in me stesso e mi rifiutavo di parlare“. Fu il padre, questa volta, a dargli il consiglio giusto: “Non sai scrivere? Non riesci a leggere? Canta!“. Cominciò tutto da lì e il resto è storia, ma una di quelle ancora tutte da scrivere…

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