“Salvate Lucio Battisti”: polemica contro la vedova del cantante

Le canzoni del grandissimo Lucio Battisti non sono presenti sulle piattaforme musicali e non possono essere riutilizzate a fini commerciali: qualcuno ha voluto lanciare questo grido di protesta.

E si, le edizioni musicali di Lucio Battisti sono di proprietà della sua vedova, la signora Grazia Letizia Veronese che, dal momento della morte di suo marito, si è sempre dimostrata ostile ad un riuso delle opere di Battisti e della loro diffusione sui nuovi media. E’ successo così che brani di smisurato valore artistico non vengano utilizzati per pubblicità o non vengano diffusi su piattaforme di musica digitale online, come Spotify o iTunes. Negli ultimi giorni due giornalisti, Paolo Giordano e Gino Castaldo hanno riesumato la vicenda: Castaldo ha pubblicato una lettera aperta alla vedova di Lucio Battisti su Repubblica, ed è stato creato l’hashtag #salviamoLucioBattisti.

Dopo questa polemica, come sempre accade, l’opinione pubblica si è separata, divisa, nettamente: c’è chi si mostra al fianco della signora Grazia Letizia Veronese, la quale può leggittimamente esercitare il suo diritto di divieto di diffusione delle opere del marito scomparso. E c’è anche chi critica la sua decisione, ritenendo che questo accanimento e questa ostilità della vedova sia una sorta di ‘crimine’ contro l’umanità: privare le persone dell’opportunità di rivivere attualmente le canzoni di Lucio Battisti potrebbe allontanarlo dalle nostre vite quotidiane e far sfiorire il suo ricordo.

Di cosa ha paura? Le risulta che in questi anni sia stato commesso qualche atto ingiurioso nei confronti di Fabrizio De André o Giorgio Gaber?scrive il collega Gino Castaldo su Repubblica, in una lettera aperta indirizzata proprio alla vedova di Lucio Battisti, la signora Grazia Letizia VeroneseTeme che possa essere organizzata una saga del carciofo intitolata a suo marito? Lei ha tutti gli strumenti per impedirlo, per vigilare, per curare come si deve la memoria di Lucio Battisti. Ma perché limitarsi solo a dire no? Perché rifiutare, negare, cercare di far scomparire in ogni modo il ricordo della bellezza che suo marito ha portato nelle nostre vite?“.


La vicenda ha attirato l’attenzione dell’opinione pubblica ed è stato creato l’hashtag #salviamoLucioBattisti, nel quale moltissime persone hanno condiviso un brano del grandissimo cantautore della canzone italiana, accompagnato da un pensiero. Tra coloro che hanno criticato queste iniziative e, principalmente, la lettera aperta scritta da Gino Castaldo su Repubblica, c’è un articolo de Il Fatto Quotidiano, a firma di Michele Monina: “Negli ultimi giorni, ben due quotidiani nazionali sono tornati sulla faccenda e c’è addirittura chi ha lanciato l’hashtag #salviamoLucioBattistiscrive Monina su Il Fatto Quotidiano -. L’assenza di un gigante come lui dal nostro panorama musicale pesa, è indubbio, ma dire che sia a rischio scomparsa perché non lo si trova su Spotify o Youtube (diciamolo a voce alta) è un’immane sciocchezza“. E voi cosa ne pensate?

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