Madonna, salvata da un farmaco cui molti musicisti devono la vita

Si chiama Naloxone, anche se molti lo conoscono con il suo nome commerciale, Narcan, è il farmaco cui anche Madonna deve la vita

Quando si è sparsa la voce del malore occorso a Madonna a fine giugno, dopo il quale la popstar è rimasta ricoverata e intubata in gravi condizioni per diversi giorni, le illazioni su quello che poteva avere provocato lo shock a causa del quale la cantante ha rischiato la vita si sono accavallate per diversi giorni. Poi, una voce ufficiosa ma autorevole, ha rivelato che Madonna deve la vita a una dose di Narcan, un farmaco salvavita che le è stato iniettato d’urgenza dai paramedici che l’hanno soccorsa nella sua abitazione prima ancora del suo trasferimento in ospedale.

Madonna, salvata da Narcan

Il nome di Madonna è solo uno degli ultimi che si aggiunge a una lunga lista di persone salvate da una provvidenziale dose di Narcan. In particolare in ambito artistico e musicale. Vale dunque la pena di cercare di capire di che tipo di farmaco si tratta.

Il Narcan, noto anche come naloxone, è un antidoto salvavita che interviene a contrastare gli effetti di qualsiasi genere di oppioide. In passato il nome del Narcan veniva fuori si trattava di recuperare da una overdose il tossicodipendente che aveva esagerato con l’eroina. Un farmaco di uso comune anche in moltissime delle nostre città dove il Narcan viene dotato sia al personale delle ambulanze e delle unità di pronto intervento in ambito comune.

In realtà moltissimi farmaci analgesici e antidolorifici, quelli che gli americani chiamano painkillers, sono sintetizzati da una base oppiacea. E quando si esagera con quel genere di medicine, spesso non prescritte dal medico o assunte senza alcun controllo, il Narcan diventa l’unica soluzione possibile prima dell’ultimo battito cardiaco.

La cosa non è mai stata confermata ma le poche dichiarazioni acquisite e pubblicate dopo il malore di Madonna hanno lasciato intendere che la cantante, vittima di un periodo di superlavoro eccessivo dovuto alle prove del Celebration World Tour che sarebbe dovuto partire in questi giorni, avrebbe combattuto i dolori all’anca, recentemente operata, e alle gambe con dosi pesanti di antidolorifici. Di qui il collasso.

Come funziona il Narcan

Il Narcan è un vero e proprio salvavita. L’industria musicale, con i suoi programmi impegnativi, i fattori di stress ma anche un accesso a volte decisamente troppo agevole alle droghe, non è stata immune dalla crisi.

Dietro lo sfarzo e il glamour, molte pop star e musicisti hanno lottato contro l’abuso di sostanze e la dipendenza. Le pressioni della fama, dei tour e il costo emotivo dei riflettori hanno portato moltissimi musicisti a fare da sé anche in fatto di cure personali e palliative. E il risultato è stata una tragica storia di talento perso e potenziale insoddisfatto.

L’elenco di personalità di spicco salvata dal Narcan è decisamente molto lunga. Ma ci sono anche quelli che non ce l’hanno fatta. Il caso di Michael Jackson è senza dubbio il più eclatante. Responsabilità umane a parte, a cominciare da quelle del suo medico curante, sono molti gli specialisti che hanno testimoniato che Jackson poteva essere salvato se qualcuno gli avesse somministrato in tempo una dose di Narcan.

Basta una dose mirata per invertire gli effetti di un’overdose da oppioidi – eroina e non solo – per ripristinare la respirazione, riportare la vittima in uno di coscienza annullando gli effetti delle molecole di oppioidi dai recettori del cervello, bloccando efficacemente i sintomi, e consentendo all’individuo di riprendere conoscenza e respirare più liberamente.
Il Narcan nei primi anni ’90 veniva somministrato via endovenosa ma da tempo è disponibile anche in diverse altre varie forme, inclusi gli spray nasali.

Una foto d'archivio di Madonna dal vivo
Una foto d’archivio di Madonna dal vivo – Credit ANSA (velvetmusic.it)

Il rapporto tra il farmaco e l’industria musicale

Le storie dei musicisti salvati da Narcan servono come potenti promemoria del valore di una seconda possibilità. Tra le persone salvate dal Narcan, prima della sua morte – altrettanto tragica – c’è stato anche Kurt Cobain. Ma la storia musicale degli ultimi anni è piena di musicisti la cui vita ha avuto una seconda possibilità grazie a una iniezione in extremis di Narcan.

Per molti, il Narcan è diventato un simbolo di speranza e redenzione. Rappresentava la possibilità di superare la morsa della dipendenza e di rivendicare la propria vita e carriera. Molti dopo un’overdose salvata dal farmaco, decidevano di disintossicarsi. E spesso ci riuscivano.

Il Narcan da diversi anni è uno dei farmaci in dotazione all’interno delle grandi aree dedicate a festival e concerti. E man mano che le storie dei musicisti salvati da Narcan sono diventate di ordine pubblico e sono aumentate in modo esponenziale, che tutti gli operatori del business hanno inserito kit di Narcan sia nel backstage che all’interno delle unità di assistenza per il pubblico. Come una qualsiasi altra fornitura medica.

La narrativa musicale è fittissima di storie legate alla vita di artisti e cantanti che hanno parlato delle loro esperienze con la dipendenza e dell’importanza dell’accessibilità al Narcan. Anche per de-stigmatizzare la dipendenza e incoraggiare gli altri a cercare aiuto senza paura del giudizio dei fan o della vergogna davanti alla stampa e all’opinione pubblica.

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