Simone Borrelli, musicista, attore e regista: “Studio tanto, sono curioso e odio la noia…”

In questa bella intervista a VelvetMusic ecco un ritratto di Simone Borrelli, artista davvero polivolente e atipico, molto attivo ed estremamente creativo

É davvero difficile raccontare chi sia Simone Borrelli in poche parole. Definirlo artista è il minimo. Di quelli che forse non hanno completamente messo a fuoco quello che avrebbero voluto fare. E dunque, spinto da una inesauribile curiosità, ha cercato di fare un po’ di tutto. Piuttosto bene per altro.

Solo che queste caratteristiche non sono certo un merito in Italia, perché non si traducono in un’etichetta che ti posiziona facilmente agli occhi del pubblico, tutto rischia di diventare molto complicato. All’estero sei un artista, italiano e polivalente. Avrai una nicchia, ma sarai rispettato. In Italia devi essere soprattutto riconoscibile. E per questo basta anche fare il testimonial di un prodotto, o avere un canale You Tube in cui spacci trash per comicità.

Insomma… la qualità non sempre paga. Ma Simone Borrelli l’ha sempre perseguita in modo feroce. E con grande umiltà.

Il sogno americano di Simone Borrelli

Probabilmente è anche per questo che Simone Borrelli ha vissuto molto a lungo negli Stati Uniti. Dove i suoi progetti hanno conquistato molto riscontro… e in Italia? Simone ci ride sopra: “…non vorrei cadere nella polemica. Ma è vero, qui in Italia si fa più fatica. La gente ha bisogno di identificarti con qualcosa. A volte tenti 200 progetti e trovi quello giusto solo al 150esimo tentativo. Se devo essere politicamente corretto dico che non ho rimpianti, e non sento di avere ottenuto meno di quello che avrei potuto realizzare se mi fossi concentrato solo su un aspetto. Sono molto contento così”.

Attore, ma anche regista e musicista, produttore dei suoi stessi album che scrive, suona e confeziona. Negli Stati Uniti un suo progetto, Eddy, prodotto per il Consiglio d’Europa con fini sociali è stato un grande successo. Il lungometraggio si occupa di violenza sui minori: negli USA viene proiettato nelle scuole e nelle università. Simone Borrelli lo interpreta come protagonista, lo dirige come regista, producendone anche la colonna sonora.

Un intenso primo piano di Simone Borrelli, 37 anni
Un intenso primo piano di Simone Borrelli, 37 anni – Credits Simone Borrelli Ufficio Stampa (VelvetMusic.it)

Un caso più unico che raro: “Sono felice di avere concretizzato un progetto del genere, così ambizioso non solo dal punto di vista artistico ma anche umano. É stato bello vedere come i ragazzi abbiano capito il messaggio facendolo proprio. Eddy è un film intenso, difficile, scomodo. Ha proprio ragione chi dice che un’opera non si finisce. La si abbandona. A me è successa la stessa cosa. Il contenuto di Eddy è in evoluzione e a distanza di otto anni pur riconfermando molta di quello che ho girato, ne rifarei tante altre. Tuttavia è il modo in cui è stato recepito a rivelarsi il vero successo. Essere circondato da ragazzi che chiedono, e vogliono capire, ripaga più di qualsiasi premio e riconoscimento”.

Eddy, un film dedicato agli abusi sui minori

Eddy è un film di grandissimo impatto. É stato tradotto in una dozzina di lingue, distribuito in 47 paesi. Negli USA è diventato uno spettacolo globale che ha raccolto quasi 200mila spettatori in tre anni di repliche.

Chissà se in quel regista così creativo, in quella parte così drammatica, la gente oggi riconoscerebbe Mario, il tecnico della macchinetta di Camera Café, sitcom indimenticabile nella quale Simone Borrelli ha recitato per due anni…

In questi giorni Simone è in Romagna per partecipare con due appuntamenti al grande evento Rimini in Musica: “La musica è una passione enorme, ma non so dire che cosa mi piaccia fare, o vorrei fare. Ora sto per completare un album: lanceremo un singolo per volta, otto in tutto. E il progetto diventerà una serie TV su Netflix. Non voglio concentrarmi su un progetto per volta e devo sempre tenere altissimo il mio livello di curiosità”.

Il lungometraggio Eddy è il progetto più ambizioso realizzato da Simone Borrelli
Il lungometraggio Eddy è il progetto più ambizioso realizzato da Simone Borrelli – Credits Simone Borrelli Ufficio Stampa (VelvetMusic.it)

Tutto parte da un aspetto fondamentale: “Ho costante bisogno di essere stimolato, di imparare cose nuove. Non riesco a vedere una sola prospettiva, davanti o dietro la telecamera, su un palco o dietro uno strumento. Con Eddy ho capito che occuparsi di tutto l’insieme è bello. E si può fare. É faticoso, certo. Forse in Italia sarà compreso in modo più difficile. Ma preferisco investire il mio tempo e le mie energie in processi creativi che siano davvero appaganti”.

Dalla TV alla musica

Deve la sua popolarità a Terapia d’Urgenza, serie TV che forse poteva dargli la grande popolarità. Cosa che non sembra tormentarlo più di tanto: “Ero Mauro Morbello, coprotagonista, 18 puntate. Gli ascolti non furono straordinari; magari poteva essere un altro Mare Fuori. Ma non andò. Da lì in poi mi sono detto che dovevo imparare di più, che dovevo fare di più. Ho cercato di mettere a frutto quello che avevo studiato ma non ho mai smesso né di studiare né di imparare e con il tempo credo di avere elaborato un metodo di lavoro che è tutto mio”.

Un’esperienza che gli è servita anche praticamente: “Ero in spiaggia, un ragazzo si è sentito male, stava per avere un attacco epilettico. Sono riuscito a farlo respirare e a calmarlo mentre arrivava il 118. Ho studiato tanto anche per quella parte, ormai potrei essere considerato uno specializzando…” dice scherzando.

In realtà cosa farà da grande Simone Borrelli ancora non lo sa. Quello che ha capito è che tutto parte dal contenuto: “Le idee sono la base di tutto. Se un’idea mi piace tutto è possibile. Anche oggi in cui si parla così tanto di intelligenza artificiale e contenuti copiati e incollati, sono sempre più convinto che una buona idea sia la risorsa più importante. Se non c’è quella il resto non basta”.

É al lavoro su un progetto a lungo periodo: “Realtà virtuale, intelligenza artificiale e medicina. Ci sto lavorando partendo dalle basi, ci vorrà molto tempo. Ma credo che sia una cosa che mi piacerà fare…”

Il piacere di fare le cose, e la curiosità. Ecco i due stimoli principali: “Sempre, la curiosità è quello che mi ha sempre spinto oltre e che credo mi animerà ogni volta che mi avvicinerò a un nuovo progetto. La speranza è sempre quella di avere buone idee. E sufficiente curiosità per esplorarne”.

“Oggi qui, domani vedremo…”

Simone Borrelli, 38 anni a novembre, ha accumulato esperienze in modo seriale, quasi bulimico. Ha scritto, diretto, interpretato, suonato. Partito da Crotone ha viaggiato moltissimo lavorando incessantemente tra cinema, tv, spettacoli multimediali. Il suo disco Eddy non è solo una colonna sonora. Il singolo Niente di Diverso, estratto dal film è un fedele spaccato della sua attività multidimensionale.

Se gli chiedi cosa farà risponde… “qualsiasi cosa mi interessi. Potrei decidere anche dall’oggi al domani”. Se gli chiedi dove vivrà ti dice… “oggi sono qui. Mi piace stare in Italia, pur riconoscendo che quello che ho scelto di fare, qui, è più complicato da realizzare. Vorrà dire che andrò dove mi chiederanno di fare le mie cose. Per fortuna me lo chiedono spesso. E parto”.

Quanto al grande sogno americano… “Agli Stati Uniti invidio una cosa. Il fatto che tu sei quello che fai. E non ti chiedono se sei un musicista, o un cantante, o un attore, o un regista. Guardano a quello che fai e giudicano sulla base di quello che sai fare. Le etichette lì pesano forse un pochino di meno. Il fatto di esser italiano è del tutto secondario. Anzi… gli italiani piacciono”.

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