Romeo è Giulietta secondo Veronesi: quando il cinema italiano reinterpreta il mito dell’amore eterno
C’è un titolo che nel 2024 ha fatto tornare tutti a pensare a Verona, alle stelle e all’amore impossibile: Romeo è Giulietta, la commedia diretta da Giovanni Veronesi che ha rimescolato le carte di una delle storie più celebrate della letteratura mondiale. Un romeo e giulietta film pensato per il grande schermo italiano, con Pilar Fogliati protagonista assoluta e un regista che non ha paura di giocare con i classici. Ma cosa rende questo progetto così interessante per chi ama il cinema e la musica del racconto visivo? Entriamo nel dettaglio.
Giovanni Veronesi: un autore che ama i classici e li trasforma
Giovanni Veronesi è uno di quei registi italiani che ha costruito la sua carriera sulla capacità di mescolare leggerezza e profondità, comicità e sentimento. Non è la prima volta che si misura con materiale narrativo di grande spessore, e ogni volta lo fa con un approccio personale, riconoscibile, capace di parlare a un pubblico ampio senza mai scadere nella banalità. Con Romeo è Giulietta, Veronesi ha scelto di confrontarsi con uno dei testi più adattati, rielaborati e citati della storia della cultura occidentale: la tragedia shakespeariana che da secoli alimenta romanzi, film, musical, opere liriche e persino canzoni pop.
Il fatto che Veronesi abbia deciso di affrontare questo materiale all’interno del genere della commedia dice già molto sul suo approccio. La commedia, nel cinema italiano, non è mai stato un genere di serie B: da Monicelli a Verdone, da Troisi a Virzì, i migliori autori italiani hanno usato il riso come strumento per dire cose serie, per parlare di identità, di relazioni, di società. Veronesi si inserisce in questa tradizione con piena consapevolezza, e Romeo è Giulietta sembra essere l’ennesima dimostrazione di questa vocazione.
Pilar Fogliati: l’alter ego del regista sul grande schermo
Al centro del film c’è Pilar Fogliati, attrice che negli ultimi anni ha conquistato il pubblico italiano con una presenza scenica fuori dal comune. Giovane, versatile, capace di passare dalla commedia al dramma con naturalezza disarmante, Fogliati è diventata uno dei volti più amati del cinema e della serialità italiana contemporanea. La sua presenza in un romeo e giulietta film diretto da Veronesi non è casuale: il regista stesso ha dichiarato di considerarla il suo alter ego, una definizione che va al di là del semplice elogio professionale.
Quando un regista parla di alter ego, sta dicendo qualcosa di molto preciso: sta dicendo che in quell’attrice o in quell’attore vede riflessa la propria sensibilità, il proprio modo di stare nel mondo e di raccontarlo. È il tipo di rapporto creativo che ha prodotto alcune delle collaborazioni più fertili del cinema mondiale — da Fellini con Mastroianni a Scorsese con De Niro, da Almódovar con Penélope Cruz fino, appunto, a Veronesi con Fogliati. Quando c’è questa sintonia tra regista e interprete, sullo schermo si vede: c’è una fluidità, una naturalezza, un’intesa che nessuna tecnica recitativa può simulare se non esiste davvero.
Pilar Fogliati porta nel film tutta la sua capacità di essere contemporaneamente ironica e commovente, distante e vicina allo spettatore. È il tipo di attrice che riesce a far ridere e poi, nel giro di pochi secondi, a spezzare il cuore — e questa dualità è esattamente ciò di cui una rielaborazione comica di Romeo e Giulietta ha bisogno per funzionare davvero.
Il Globo d’Oro: quando il cinema italiano riconosce il talento
Uno degli elementi che hanno dato visibilità e credibilità al progetto è stata la selezione di Romeo è Giulietta tra i film in competizione per il Globo d’Oro. Per chi non lo conosce, il Globo d’Oro è il premio assegnato annualmente dall’Associazione della Stampa Estera in Italia, e rappresenta uno dei riconoscimenti più prestigiosi del panorama cinematografico e culturale italiano. Essere selezionati per questo premio significa essere stati notati da una giuria internazionale di giornalisti e critici, persone abituate a confrontare il cinema italiano con quello mondiale.
Questa selezione non è un dettaglio trascurabile. In un mercato cinematografico sempre più affollato, dove ogni settimana escono decine di film in competizione per l’attenzione del pubblico e della critica, essere inseriti nella rosa dei candidati a un premio di questo livello è un segnale forte. Significa che il film ha qualcosa da dire, che la sua reinterpretazione del materiale shakespeariano ha convinto non solo il pubblico generalista ma anche osservatori con un occhio critico particolarmente allenato.
Per Veronesi, questa selezione si inserisce in un percorso artistico coerente. Per Pilar Fogliati, rappresenta un’ulteriore conferma di un talento che il pubblico italiano ha già imparato ad amare ma che merita di essere conosciuto anche oltre i confini nazionali. Il Globo d’Oro ha spesso anticipato carriere internazionali, e non sarebbe la prima volta che un riconoscimento di questo tipo apre porte importanti.
Shakespeare al cinema: una tradizione lunghissima e sempre viva
Per capire fino in fondo il significato di un romeo e giulietta film come quello di Veronesi, vale la pena fare un passo indietro e guardare alla tradizione cinematografica che lo precede. Romeo e Giulietta è probabilmente il testo shakespeariano più adattato per il grande schermo in assoluto. Dalla versione del 1968 diretta da Franco Zeffirelli — che rimane un punto di riferimento assoluto per la sua fedeltà al testo originale e per la straordinaria fotografia — fino alla versione modernizzata del 1996 di Baz Luhrmann con Leonardo DiCaprio e Claire Danes, ogni generazione ha sentito il bisogno di reinterpretare questa storia secondo il proprio linguaggio e la propria sensibilità.
Il film di Zeffirelli, in particolare, è un capitolo fondamentale nella storia del cinema italiano e mondiale. Girato in parte a Tuscania e in altri luoghi italiani, vinse due premi Oscar e rimane ancora oggi uno degli adattamenti shakespeariani più amati di sempre. Potete approfondire la storia di quella produzione leggendo le schede dedicate su Cinematografo.it, la storica rivista del Centro Cattolico Cinematografico che da decenni segue con rigore e passione l’evoluzione del cinema italiano e internazionale.
La versione di Luhrmann, dall’altra parte, dimostrò che Shakespeare poteva essere trasportato in un contesto urbano contemporaneo, con pistole al posto delle spade e una colonna sonora pop-rock che includeva artisti come Des’ree e The Cardigans, senza perdere nulla della sua potenza emotiva. Anzi, quella scelta stilistica radicale raggiunse un pubblico giovanile che forse non avrebbe mai avuto accesso al testo originale.
E poi ci sono i musical: da West Side Story nella versione originale del 1961 fino al remake diretto da Steven Spielberg nel 2021, la storia di Romeo e Giulietta ha dimostrato di essere perfettamente adatta alla forma del musical cinematografico, dove la musica amplifica le emozioni già fortissime presenti nel testo. Non è un caso che questa storia continui ad affascinare compositori, coreografi e registi di tutto il mondo: c’è qualcosa nell’amore impossibile, nella giovinezza spezzata, nel conflitto tra sentimento individuale e pressione sociale, che parla direttamente all’anima delle persone, indipendentemente dall’epoca in cui vivono.
La commedia come chiave di lettura: un approccio coraggioso
Scegliere di affrontare Romeo e Giulietta attraverso la lente della commedia è una decisione che richiede coraggio. Il rischio è duplice: da un lato, si può perdere la profondità emotiva che rende la storia originale così potente; dall’altro, si può scivolare nel territorio del parodistico involontario, dove il tentativo di essere divertenti finisce per svuotare il materiale di qualsiasi significato. Veronesi, con la sua lunga esperienza nel genere, conosce bene questi rischi e sa come evitarli.
La commedia, quando è fatta bene, non nega la tragedia: la contiene, la trasforma, la rende sopportabile senza negarne la verità. Pensate a come i migliori film comici italiani siano spesso anche profondamente malinconici, come la risata e la lacrima convivano nello stesso fotogramma. È questa capacità di tenere insieme registri emotivi diversi che distingue la grande commedia dal semplice intrattenimento leggero, e che fa sì che certi film rimangano nella memoria molto dopo che li abbiamo visti.
Con Pilar Fogliati come alter ego e con il suo istinto narrativo collaudato, Veronesi aveva tutti gli strumenti per costruire qualcosa che funzionasse su più livelli. Un romeo e giulietta film capace di far ridere ma anche di far riflettere, di giocare con le aspettative del pubblico ma anche di sorprenderlo, di omaggiare la tradizione ma anche di aggiungere qualcosa di nuovo alla conversazione.
Il cinema italiano del 2024 e la voglia di raccontare storie grandi
Il 2024 è stato un anno interessante per il cinema italiano, con diversi titoli che hanno dimostrato la vitalità e la creatività di una cinematografia che spesso viene sottovalutata rispetto alle produzioni anglosassoni o nordeuropee. Romeo è Giulietta si inserisce in questo contesto come un titolo che ha saputo attirare attenzione sia dal pubblico che dalla critica, confermando che c’è ancora molto spazio per storie raccontate con intelligenza e sensibilità.
Il fatto che un film italiano, diretto da un autore italiano e interpretato da un’attrice italiana, venga selezionato per un premio internazionale come il Globo d’Oro è un segnale positivo per tutto il sistema cinematografico nazionale. Significa che quando si investe in qualità, quando si scelgono storie che hanno qualcosa da dire e collaboratori capaci di dirlo nel modo giusto, i risultati arrivano. Potete seguire le ultime notizie sulle produzioni italiane e sulle uscite in sala direttamente su ComingSoon.it, uno dei portali di riferimento per chi vuole restare aggiornato sul mondo del cinema.
Perché questo film merita la vostra attenzione
In un panorama dove è facile perdersi tra decine di uscite settimanali, Romeo è Giulietta di Giovanni Veronesi si distingue per almeno tre ragioni concrete. Prima di tutto, la scelta del materiale: affrontare Shakespeare in chiave comica richiede una visione chiara e un’esecuzione impeccabile, e la selezione al Globo d’Oro suggerisce che quella visione c’era davvero. In secondo luogo, la presenza di Pilar Fogliati, un’attrice che in questo momento è probabilmente la più interessante della sua generazione nel cinema italiano. E in terzo luogo, la regia di Veronesi, un autore con una voce riconoscibile e una lunga pratica del genere commedia.
Per chi ama il cinema italiano, per chi è cresciuto con le grandi commedie della tradizione nostrana, per chi crede che Shakespeare abbia ancora qualcosa da dire al pubblico contemporaneo, questo romeo e giulietta film è un appuntamento da non mancare. La storia di Romeo e Giulietta ha attraversato secoli, continenti, linguaggi e media diversi perché tocca qualcosa di universale nell’esperienza umana. E ogni volta che qualcuno la reinterpreta con intelligenza e passione, quella storia torna a vivere in modo nuovo, parlando a una nuova generazione di spettatori. Con Veronesi e Fogliati, c’erano tutte le premesse perché questo accadesse ancora una volta.
In attesa di scoprire tutti i dettagli sul percorso del film nei prossimi mesi — tra eventuali riconoscimenti, distribuzioni internazionali e nuovi progetti della coppia creativa Veronesi-Fogliati — una cosa è certa: il cinema italiano, quando vuole, sa ancora come raccontare le grandi storie. E Romeo e Giulietta, come ha dimostrato la storia, è una di quelle storie che non smette mai di voler essere raccontata.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.








