“I nostri anni”… Buon compleanno, Stadio! (festa doppia a Roma e Bologna)

Trent’anni fa fecero parlare di loro grazie a un pezzo “rischioso”. Per scrivere un brano intitolato Grande figlio di puttana ci vuole faccia tosta. A loro non mancava, così come non mancava la credibilità: erano già noti in ogni parte d’Italia per aver collaborato con il signor Lucio Dalla. Carlo Verdone non ci pensò due volte ad affidare loro la colonna sonora di Borotalco. Era il 1982 e questi “musicisti di bella speranza” si facevano chiamare Stadio. Trent’anni dopo ecco un grande album (con tre inediti), due live (Roma e Bologna) e una app per festeggiare in pompa magna…

Generosità

La prima parola che mi viene in mente quando penso agli Stadio. In testa, Gaetano Curreri. Generoso per aver ricordato con la musica d’autore, di qualità, chi qualcosa di buono ha lasciato su questa terra. Gaetano Scirea & Giacinto Facchetti, Marco Pantani, Lucio Dalla. Non negarsi mai alle collaborazioni, perché se è vero che la musica è una, questo non vuol dire che debba essere anche indivisibile. E, così, Vasco Rossi, Luca Carboni, Jovanotti e più recentemente Noemi e Fabrizio Moro.

Senza dimenticare Lucio Dalla. E già, come fare? “Dall’altra parte dell’età” è l’inedito (uno dei tre) che arricchisce il nuovo disco: omaggiare in maniera così intima e diretta un grande amico, una persona di grande generosità che tanto ha insegnato a Gaetano. Poche parole, un ricordo: “Una volta mi fece un processo davanti a vari colleghi per obbligarmi a cantare, anche se io ero contento di fare il tastierista. Mi ha obbligato anche a scrivere, minacciando di licenziarmi dalla band se non gli avessi portato una canzone in quindici giorni” (fonte: TgCom24). La prima canzone scritta da Gaetano Curreri: “Chi te l’ha detto”.

…ma chi te l’ha detto?

“Se domattina non torni qui per mille anni non torni qui sarebbe l’inferno, sarebbe un inferno perché stanotte ho toccato qualcosa di eterno e fra le stelle sui tetti mi perdo ogni notte mi perdo”. Gli Stadio iniziavano così a fare sul serio, con questi versi, con quell’intro di tastiera tipica dello stile di Curreri. Poi il cinema di Verdone (Borotalco, già detto, e Acqua e Sapone). Memorabile la scena finale del film omonimo, con il tipo che esclama “Senti che forza ‘sto pezzo”. Alza il volume dell’autoradio e, insieme con Carlo ed un altro compare, improvvisano un balletto delizioso… Acqua e Sapone: commedia spassosa, canzone meravigliosa. “Ormai si parla solo di lei, della bambina che stupisce. Stupisce con la semplicità di una malizia che non nasce… …non nasce dalla volgarità, ma da un’adolescenza che fiorisce….
Trent’anni di successi: impossibile dimenticare piccoli capolavori come Canzoni alla radio, C’è, Ballando al buio, Vorrei, Generazione di fenomeni, Lunedì Cinema, Bella più che mai, La faccia delle donne, Libero di cambiare, Chiedi chi erano i Beatles. I nostri anni è l’ultima arrivata. L’album omonimo è un contenitore di storie, un forziere di musica e parole preziosissime (contiene anche una app!). Nel 2013 il tour teatrale, per adesso le due feste Live (Roma, 28 novembre e Bologna, 12 dicembre: Stadio Friendly Gala) e il momento giusto per fare quella domanda: Chiedi chi erano gli Stadio… (per sapere chi erano i One Direction c’è ancora tanto tempo). Buon compleanno, Stadio!

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