Samantha Discolpa: “Con The Voice ho chiuso, ora tento Sanremo!”

L’attualità è The Voice, c’è poco da fare. Qualcosa di buono c’è e, come in tutte le competizioni, non sempre vanno avanti i più bravi. Di esclusioni discutibili ne abbiamo viste tante, ultima in ordine di tempo quella Michelle Perera che tanto era piaciuta a Mario Biondi. Prima di lei Daniele Vit, Denise Faro, Martina Liscaio, Gabriella Martinelli. Una voce soul-black era Samantha Discolpa, mandata a casa già alle Blind Auditions, dopo aver interpretato “Maledetta primavera“. Se andiamo a guardare (e ascoltare) la sua storia artistica, noteremo una gavetta infinita…
Da “Amici” a “Volami nel cuore”, fino a una partecipazione al Festival di Sanremo, a sostegno di Anna Tatangelo. Vedete, non è che uno voglia fare il supereroe, ma non dare spazio a chi spazio ne merita sarebbe un errore: tocca intervenire. Una lunga chiacchierata mi permette di conoscere una ragazza con una carica infinita, pari solo alla sua umiltà. Una che sa sorridere e sgomitare, il giusto mix tra Aretha Franklin e Nina Zilli, giusto per mettere accanto due nomi di oggi e di ieri.
Non lo so, ma sono certo che sentiremo ancora parlare di lei (questa formula l’ho presa in prestito dal mio amico Mollica, chiedo perdono…)

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E’ stata proprio una “maledetta primavera”!

Beh, sì… Sai come funziona, mi avevano chiesto di portare dieci brani (cinque in italiano e cinque in inglese), anche se per la mia musica – black soul – cantare in italiano risulta sempre un po’ penalizzante. “Maledetta primavera” l’avevo già fatta anni fa a “Buona Domenica” e ancora oggi è una di quelle che canto spessissimo. Forse, se alle Blind avessi portato un brano più alla moda, le cose sarebbero andate diversamente…

Anche Valerio Scanu è rimasto colpito dalla tua esclusione…

Che carino! Mi fa piacere, l’apprezzamento di un collega è sempre ben accetto, è come se fossero cento complimenti messi insieme, con tutto il rispetto per te, ci mancherebbe!

Immagino che tu adesso ce l’abbia a morte con i Talent Show…

Non è esatto, mi spiego: il pubblico di “The Voice” era dalla mia parte, questa per me è stata una grande vittoria. I dischi sono merce per il pubblico, per cui sono contentissima così, è loro che devo e dovrò convincere, non i coach…

E’ vero che in questi video c’è il pezzo che volevi portare a “The Voice”?

“You Make Me Feel (Like A Natural Woman)”, Aretha Franklin: lo adoro, mi sembrava giusto regalarvi un pezzetto, anche perché mi avete sostenuto sin dall’inizio. Siete stati i primi, cosa non di poco conto!

Carrà, Pelù, Noemi e Cocciante: con chi ti piacerebbe collaborare?

Noemi tutta la vita! Tra l’altro in fase di montaggio hanno tagliato la scena in cui lei diceva agli altri coach di avere la squadra al completo: insomma, aveva fatto di tutto perché si girasse qualcuno, purtroppo non l’hanno seguita…

Amici 2002, The Voice 2013: che differenze?

Ad Amici avevo 23 anni, ero timidissma, aveva quasi paura delle telecamere: pensa, non avrei neppure rispondere alle domande di un’intervista come questa! Col tempo sono diventata più “facciatosta”, e anche a livello interpretativo le cose sono mutate, prima ero una bambina cresciuta, adesso sono una donna, consapevole di tante esperienze di vita…

Com’è partita la tua carriera?

Sono letteralmente nata con la musica: mia mamma è giovanissima, solo 15 anni più di me! Ricordo che metteva sulla sua pancia le cuffie del walkman (sì, sono vecchia, all’epoca l’iPod non c’era!). Da bambina, poi, riuscivo a prendere sonno solo ascoltando le canzoni: amavo la Cuccarini, già a 5 anni facevo i balletti dentro casa, una peste!

Record: è vero che a 13 anni sei stata accusata di playback…?

Come fai a saperlo!!! (ride) Eravamo in Calabria, credo Bagnara, per un concorso canoro: gli organizzatori mi bloccarono durante le prove, dicendo che non era permesso cantare in playback. Poi hanno verificato che registrata era soltanto la base! Ero piccolina, ma avevo una voce abbastanza nera, rotonda, calda. Trovalo tu un aggettivo migliore, tanto hai capito cosa voglio dire!

Gloria Gaynor, Silvia Mezzanotte, Anna Tatangelo: parliamone…

La Gaynor è una delle donne che io amo di più, immensa umiltà pur essendo una star pazzesca: ho cantato con lei e ricordo che, appena scesi dal palco, mi regalò dei fiori. Anna l’ho conosciuta 6 anni fa, bellissima! Subito molto disponibile con me, educata e simpatica. La Mezzanotte è fantastica, il top per me… Una sorta di psicologa, la mia mamma artistica! Le dicevo: “Non ho voce” e lei mi accarezzava le spalle e mi dava serenità.

A proposito, tu che sei stata a Sanremo, che ne pensi dell’ultimo?

L’ho guardato poco, in pratica solo l’ultima sera. Dovessi fare dei nomi, su tutti Antonio Maggio e Ilaria Porceddu, brave anche Chiara e Annalisa.

Torniamo ad Amici: le classifiche di gradimento non ti premiavano, eppure non ti davi per vinta…

Era un gioco e comunque le porte chiuse in faccia fanno sempre bene: non mi arrendo mai, perché credo troppo nella musica. Credimi, non mi interessa diventare famosa, l’importante è fare il proprio mestiere e farlo bene, se le cose le fai bene prima o poi le soddisfazioni arrivano, e pure belle grosse.

Futuro prossimo…?

La cosa buona adesso è che c’è un produttore di mezzo, già è qualcosa. Prima di “The Voice” abbiamo perso molto tempo per problemi indipendenti dalla mia volontà, l’importante è aver ripreso a fare musica, non ce la facevo più a resistere.

Chiudo: tenterai ancora “The Voice” nel 2014?

Assolutamente no, ho chiuso con quel mondo. A parte la questione anagrafica, da questi meccanismi esci spesso stritolato: se ti dice bene, esplodi, altrimenti finisce che ti fai mille domande su cosa sei e su quanto vali. Posso dirti che proverò Sanremo, è ancora quello il palcoscenico più importante per la musica italiana.

(foto by facebook)

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