Ci sono notizie che arrivano come un fulmine a ciel sereno e ti fanno venire voglia di rimettere le cuffie e alzare il volume al massimo: i The Flaming Lips sono pronti a tornare con un nuovo disco, e questa volta portano con sé un carico di novità che va ben oltre la semplice uscita di un album. Il flaming lips nuovo album si intitola The Teardrop Throbs, sarà il loro diciassettesimo disco in studio e arriverà il 22 gennaio 2027 attraverso Third Man Records. Dopo più di sei anni di silenzio discografico, la band di Oklahoma City è pronta a far tremare di nuovo le casse degli impianti hi-fi di mezzo mondo.
Per capire quanto sia significativo questo annuncio, bisogna tornare indietro al 2020, anno in cui i Flaming Lips pubblicarono American Head, il loro album precedente. Era un disco malinconico, introspettivo, figlio di un periodo storico complicatissimo per tutti, e aveva ricevuto un’accoglienza calorosa sia dalla critica che dai fan di lunga data. Da allora, silenzio. Nessun nuovo materiale originale, nessun annuncio di un lavoro in studio. Sei anni sono tanti nel panorama musicale contemporaneo, dove le uscite si moltiplicano a ritmo frenetico e l’attenzione del pubblico si consuma in pochi mesi.
Eppure i The Flaming Lips hanno sempre fatto le cose a modo loro, con quella coerenza visionaria che li ha resi una delle band più originali e longeve della scena alternativa americana. E ora, con The Teardrop Throbs, sembrano voler ribadire esattamente questo punto: non importa quanto tempo ci voglia, quando tornano, tornano con qualcosa da dire.
Il fatto che questo sia il loro diciassettesimo album la dice lunga su una carriera straordinaria, iniziata nei primi anni Ottanta e capace di attraversare decenni di trasformazioni musicali senza perdere mai la propria identità. Dalla psichedelia rumorosa degli esordi alle architetture sonore orchestrali di The Soft Bulletin, dai concept album ambiziosi di Yoshimi Battles the Pink Robots alle sperimentazioni più recenti, i Flaming Lips hanno sempre trovato il modo di sorprendere.
Il brano che accompagna l’annuncio del flaming lips nuovo album si intitola God Will Control The Werewolves, e già il titolo è un biglietto da visita perfetto per una band che ha sempre amato abitare territori onirici e surreali. È il singolo apripista di The Teardrop Throbs, e porta con sé tutta quella capacità di creare immagini sonore potenti che ha sempre distinto la band.
Ma forse ancora più affascinante del singolo stesso è il modo in cui l’annuncio è stato fatto. Wayne Coyne, frontman, mente creativa e anima pulsante dei Flaming Lips da sempre, ha accompagnato la notizia con un post di 2.300 parole. Non un comunicato stampa asciutto, non una semplice caption su Instagram: duemilatrecento parole. Un testo lungo, personale, che racconta qualcosa del percorso che ha portato alla nascita di questo disco.
Coyne ha sempre avuto un rapporto speciale con la comunicazione diretta con i fan, con quella capacità di trasformare ogni annuncio in un atto narrativo. Un post di quella lunghezza non è solo una nota stampa: è un invito a entrare nel mondo che sta per essere condiviso, a capire da dove viene questo disco, cosa ha spinto la band a tornare in studio dopo così tanto tempo. Per chi segue i Flaming Lips da anni, leggere quelle parole è già parte dell’esperienza dell’album stesso.
Tra le notizie più significative legate a questo nuovo capitolo c’è quella che riguarda la formazione della band. The Teardrop Throbs è il primo album in studio dei Flaming Lips senza Steven Drozd dalla pubblicazione di Hit To Death In The Future Head nel 1992. Una data che dice tutto: trentacinque anni di collaborazione artistica, e ora una separazione che inevitabilmente segna una svolta nella storia del gruppo.
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Steven Drozd era entrato nei Flaming Lips come batterista, ma nel corso degli anni era diventato molto di più: un co-compositore fondamentale, un musicista capace di suonare praticamente qualsiasi strumento, una presenza creativa che aveva contribuito a plasmare il suono della band in modo determinante. La sua impronta si sente in dischi fondamentali come The Soft Bulletin e Yoshimi Battles the Pink Robots, opere che hanno ridefinito cosa potesse essere il rock alternativo americano a cavallo tra gli anni Novanta e i Duemila.
Registrare un album senza di lui è una scelta coraggiosa, e curiosamente fa il paio con un’altra svolta storica: The Teardrop Throbs è anche il primo album dei Flaming Lips pubblicato al di fuori della Warner dal 1990, anno in cui uscì In A Priest Driven Ambulance. Quasi trentasette anni di rapporto con la major, e ora una nuova casa discografica. Due cambi epocali che arrivano insieme, quasi a segnalare che questo non è solo un nuovo disco: è l’inizio di una nuova fase.
Scegliere Third Man Records come etichetta per questo nuovo capitolo è una mossa che merita una riflessione. Fondata da Jack White, Third Man è diventata negli anni uno dei marchi più rispettati e riconoscibili dell’industria musicale indipendente, sinonimo di qualità artigianale, attenzione al formato fisico — soprattutto il vinile — e rispetto per la creatività artistica. Non è la scelta di una band che cerca visibilità commerciale a tutti i costi: è la scelta di chi vuole un contesto in cui la musica venga prima di tutto.
Per i Flaming Lips, band che ha sempre avuto un rapporto viscerale con l’oggetto fisico — basti pensare alle edizioni limitate, ai vinili colorati, alle confezioni elaborate che nel corso degli anni hanno trasformato i loro dischi in veri e propri oggetti d’arte — Third Man Records sembra una casa naturale. Un ambiente in cui l’album come formato, come esperienza totale, viene ancora preso sul serio.
Puoi trovare il disco già disponibile per il preordine direttamente sul sito ufficiale di Third Man Records, dove sono disponibili anche le diverse edizioni in vinile.
Nel panorama musicale del 2026, dove la velocità di produzione e distribuzione ha radicalmente cambiato il modo in cui ascoltiamo e consumiamo musica, il ritorno dei The Flaming Lips con il loro flaming lips nuovo album rappresenta qualcosa di raro: un evento discografico costruito con cura, annunciato con sostanza, carico di significati che vanno ben oltre il singolo o la playlist.
Siamo di fronte a una band che ha attraversato più di quarant’anni di storia della musica rimanendo fedele alla propria visione, che ha saputo reinventarsi senza mai snaturarsi, che ha costruito un catalogo di opere capaci di resistere al tempo. Il fatto che The Teardrop Throbs arrivi con così tante novità — una nuova etichetta, una nuova formazione, un nuovo singolo dal titolo volutamente bizzarro — suggerisce che i Flaming Lips non stiano semplicemente riprendendo da dove avevano lasciato.
Stiano ricominciando. E quando una band come questa ricomincia, vale la pena prestare molta attenzione. Il 22 gennaio 2027 è ancora qualche mese lontano, ma con God Will Control The Werewolves già disponibile e le parole di Wayne Coyne a fare da mappa verso questo nuovo territorio sonoro, l’attesa è già cominciata nel modo migliore possibile: con la curiosità accesa e le aspettative altissime.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.
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