Fabri Fibra, ‘Squallor’ è disco d’oro: “Il rap può raggiungere risultati anche per vie alternative”

I suoi concerti di Roma e Milano hanno registrato il tutto esaurito. E, solo pochi minuti fa, la Fimi ha certificato al suo album Squallor il disco d’oro. Parliamo di Fabri Fibra, al secolo Fabrizio Tarducci, il rapper di Senigallia noto per le sue canzoni almeno quanto per la sua rivalità con il collega Fedez. Ma non solo, perché sono tante le cose che a Fibra non piacciono della società in cui viviamo come del mondo della musica. Ed è per questo che il suo atteggiamento è stato spesso definito “contro”.

Ma non è così. C’è di più. Lui non spara a zero su tutto e tutti, lui è un rapper e dice ciò che pensa senza filtri. Almeno stando a quanto lui stesso ha dichiarato sulla sua pagina Facebook. Perché Fibra sa che se il suo album si è guadagnato questo riconoscimento è merito del pubblico, l’unico che merita spiegazioni del suo operato. “Grazie a tutte le persone che hanno comprato il disco – scrive l’artista – Grazie a tutte le persone che hanno capito e apprezzato ‘Squallor’. Questo disco d’oro è solo grazie a voi. Non è grazie alle radio o alla stampa, non è grazie al singolo o all’intervista. Non è grazie agli in-store, è grazie a voi“.

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Secondo Fibra, il rap italiano oggi è troppo condizionato da regole e censure che tentano di rendono un genere innocuo e questo avviene perché il mercato musicale si basa su fattori che c’entrano sempre meno con la musica. “‘Squallor’ non cambia assolutamente le regole del gioco – ha aggiunto – è solo una dimostrazione che il rap può raggiungere dei risultati anche passando per vie alternative. La mia intenzione non era quella di snobbare a priori i giornalisti, le radio o la tv. Ho preferito dare più attenzione all’aspetto musicale“.

 

Ed è per questo che ha detto no alle ormai classiche promozioni del disco, che non ha rilasciato interviste, firmato copie o è apparso in tv. “Mi sono accorto che questa decisione è sembrata quasi una follia e di conseguenza ho notato che i giornalisti, le radio, il circuito musicale in generale, non ha veramente capito ed interpretato il significato di questo disco” ha concluso Fibra. A comprenderlo, però, ci ha pensato il pubblico appunto, che poi è quello che compra o meno i dischi. Il che, se vivi di musica, fa la differenza.

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