Sinead O’Connor, le prime ipotesi sulle cause della morte

A poche ore di distanza dalla notizia della morte di Sinead O’Connor arrivano anche le prime conferme sulle sue circostanze

Da una parte c’è l’invito della sua famiglia, in particolare di Jake, il figlio più grande che nel 2015 l’aveva resa nonna, a… “rispettare la sua privacy e il dolore di noi tutti, almeno per questa volta”.

Una frase che non è casuale e che si riferisce proprio alle morbose attenzioni della stampa dalle quali da sempre Sinead O’Connor è stata circondata, soprattutto nei momenti più bui della sua vita e delle sue depressioni.

Ma dall’altra c’è anche la normale indagine di routine sulla morte di un personaggio pubblico che dovrà essere completata, per fare chiarezza sulle circostanze del decesso.

Sinead O’Connor, l’ipotesi mai pronunciata

Mai pronunciata per la verità, nemmeno dai magazine più affamati di gossip, la possibilità che quella di Sinead O’Connor sia stata una morte autoinflitta, un pensiero che ha sfiorato tutti soprattutto dopo aver letto le ultime frasi sui social network della cantante che si riferivano alla tragica scomparsa di suo figlio Shane, avvenuta lo scorso anno, scomparso di casa e suicidatosi a 18 anni non ancora compiuti.

Sinead O'Connor, scomparsa a 56 anni
Sinead O’Connor, scomparsa a 56 anni in circostanze non ancora chiarite – Credit ANSA (velvetmusic.it)

Rispettando il desiderio di silenzio e tutela della privacy da parte della famiglia della cantante, la polizia metropolitana di Londra ha rilasciato una brevissima dichiarazione nella quale la leggendaria artista di the Lion and the cobra non viene nemmeno nominata: “Gli agenti della polizia metropolitana di Londra sono intervenuti in un appartamento dopo che una donna di 56 anni è stata rinvenuta priva di sensi, in un secondo tempo dichiarata deceduta, all’interno della sua abitazione. Il resoconto per il coroner è in via di definizione ma al momento non ci sono elementi per definire questo decesso come violento o sospetto…”

Le ipotesi sulla morte

É evidente che la dichiarazione fa riferimento al decesso della leggendaria cantautrice irlandese, nota soprattutto per il suo successo mondiale di Nothing Compares 2 U, prima in classifica nel Regno unito, negli Stati Uniti e in altri 12 paesi di grande rilievo.

Con queste poche parole, in definitiva, si chiarisce che i primi sopralluoghi all’interno dell’appartamento londinese i Sinead O’Connor non hanno portato elementi per far pensare che la cantante abbia cercato la morte. Né tantomeno avvalorano l’ipotesi di una aggressione.

Sinead O'Connor sorridente durante una sua recente intervista
Sinead O’Connor sorridente durante una sua recente intervista – Credit ANSA (velvetmusic.it)

É un primo passo verso la definizione di morte naturale, che tuttavia potrà essere ratificata solo dall’autopsia – già richiesta ufficialmente – e i cui esiti dipendono anche dagli esami tossicologici per i quali saranno necessarie alcune settimane virgola non meno di otto. Tra due mesi, dunque, sapremo che cosa ha ucciso Sinead O’Connor perché la cui morte purtroppo allunga la tragica lista delle persone di spicco impegnate musicalmente che ci hanno lasciato in questo 2023.

Il cordoglio di amici, colleghi e fan

I post sui social network di Sinead O’Connor delle ultime settimane hanno subito una impressionante ondata di interesse e di cordoglio, decine di migliaia i messaggi non solo di fan ma anche di personaggi molto illustri della cultura internazionale, inglese, irlandese e americana, che hanno voluto lasciare il loro ultimo messaggio sulla bacheca della cantautrice.

Tra questi l’attrice premio Oscar Jamie Lee Curtis, una sua buona amica, la cantautrice Melissa Etheridge che ha definito la morte di O’Connor ‘una tragedia’ e il rapper Ice T che si è limitato a una sola parola per lei, Respect. Sinead e Ice T, superstar della serie televisiva di lungo corso Law and Order Special Victims Unit, avevano recitato insieme in un paio di occasioni ed erano rimasti in ottimi rapporti.

Uno show di Sinead O'Connor al festival jazz di Montreux
Uno show di Sinead O’Connor al festival jazz di Montreux – Credit ANSA (velvetmusic.it)

Il suo ultimo video, nella sua casa di Londra, mostrava un appartamento disordinato ma luminoso: Sinead, testa rasata e occhialini, si sedeva a tavola avvolta da un caldo maglione di lana che lascia intravvedere il suo splendido tatuaggio sul petto, ringraziava i fan dell’attenzione, faceva vedere un bel mazzo di girasoli appena ricevuti da un amico e una chitarra acustica appesa alla parete, identica a quella di Johnny Cash… “con la quale magari dopo strimpellare qualcosa”.

La vita difficile di Sinead O’Connor

Dalla morte di suo figlio Shane, Sinead  non era più la stessa. Gli amici più vicini dicono che Sinead rifiutasse le cure antidepressive prescritte ormai da diversi anni per alleviare il suo disturbo emotivo bipolare, accettato molto tardivamente quando ormai era arrivata al grandissimo successo.

Le sue ultime ore a Londra, una città nella quale aveva scelto di vivere per gran parte dell’anno nonostante il suo cuore fosse diviso tra New York e Dublino. Non aveva concerti in programma, aveva cancellato già da tempo tutte le sue esibizioni e apparizioni pubbliche. Da quasi un anno non faceva più ritorno sul palco punto i musicisti della sua band erano liberi e si stavano dedicando ad altri progetti paralleli.

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