25 aprile: De Gregori, Ligabue e Carmen Consoli voci della Liberazione a Roma [VIDEO]

Si è tenuto ieri, 25 aprile, l’evento “Viva il 25 aprile!”, trasmesso da Rai 1 in prima serata e condotto da Fabio Fazio (che ne è stato anche autore) in diretta da piazza del Quirinale a Roma per celebrare i 70 anni dalla Liberazione . “Sono onorato che vada in onda sulla Rai – ha spiegato Fazio – fino a qualche anno fa, non sarebbe stato semplicissimo. Oggi per fortuna c’è più spazio per avvicinarsi direttamente al vissuto dei partigiani attraverso le loro storie. I partigiani che hanno combattuto per noi, ricordiamocelo, spesso erano ragazzi di 18-20 anni, poco più che bambini.

A onorare questa importante ricorrenza con lui, tanti ospiti prestigiosi in collegamento (da Roberto Saviano a Marco Paolini, passando per i Negramaro, Pif e Antonio Albanese) tra cui grandi nomi della musica nostrana. Primi tra tutti Ligabue e Francesco De Gregori, che sul palco hanno duettato con l’emozionante versione di Viva l’Italia, uno dei classici di De Gregori. Un brano avvertito da tutti come più speciale del solito in una giornata come quella di ieri, il cui potere suggestivo è stato amplificato dalla voce del Liga.

Ligabue, tra le altre cose, ha anche cantato per la prima volta in tv I campi in aprile, uno dei 4 inediti contenuti nel suo ultimo album, Giro del mondo. Ma i due si sono trovati a cantare insieme già in diverse occasioni: dopo aver inciso una nuova versione di Alice (AUDIO) per l’ultimo album di De Gregori, Vivavoce, si sono anche esibiti fianco a fianco a Milano, lo scorso 23 marzo , per una tappa del tour di Francesco (QUI I VIDEO).

Tra i grandi ospiti di ieri, però, impossibile non citare anche Carmen Consoli, che sul palco ha cantato Rosamunda. Una serata elegante, con “ingranaggi” che hanno funzionato senza intoppi, risultata forse un po’ “fredda” per una parte del pubblico a casa, ma che ha perseguito e raggiunto il condivisibile obiettivo di commemorare la Liberazione dal nazifascismo senza sfarzi, spettacolarizzazione del dolore o retorica televisiva.

Foto: Twitter

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