Mika, l’insolito video di “Je Chante” arriva a sorpresa e conquista il Web

Il video di Je Chante, cover del brano omonimo di Charles Trenet del 1937 reinterpretato da Mika, è stato pubblicato in Rete il 17 dicembre, ma in poche ore ha già riscontrato un discreto successo, come era facile immaginare. Pur essendo una canzone in francese (non a caso accompagnerà una campagna pubblicitaria in Francia per la compagnia TGV) il pezzo è stato particolarmente apprezzato anche in Italia, a giudicare dai molti tweet fioccati on line nelle ultime ore: “Che bello il video, sarà un successone!”, “La canzone mette un’energia assurda…”.

Benché all’apparenza sia un pezzo leggero, in realtà ha un testo particolare, che troverete tradotto in fondo all’articolo. Per quanto riguarda il video, invece, anche questo sembra aver entusiasmato non poco i fan del cantautore: “Anche io voglio viaggiare con un piano!”, ha cinguettato qualcuno su Twitter. In effetti vedere Mika suonare mentre corre sulle rotaie di una ferrovia è un’idea insolita quanto azzeccata.

Ricordiamo che Mika, da poco tornato sul mercato discografico con un’edizione “deluxe” di No Place in Heaven, tornerà live in Italia con due imperdibili appuntamenti all’Umria Jazz e al Collisioni Festival: si vola già verso il sold out, quindi per i fan meglio accaparrarsi gli ultimi biglietti ancora disponibili. Intanto noi vi lasciamo alle immagini di Je Chante: che ve ne sembra?

TRADUZIONE: Canto, canto giorno e notte / Oh, io canto del mio cammino / Canto, vado di fattoria in castello / Canto per il pane, canto per l’acqua / Mi corico, la notte, sull’erba dei boschi / Gli insetti non mi pizzicano / Sono contento, ho tutto e niente / e canto del mio cammino / Gli elfi, divinità della notte / gli elfi dormono nel mio letto / La luna si defila a passo di lupo / nei boschi, per ballare, per ballare con noi.

Suono dalla contessa, oggi / Nessuno, lei è partita / non ha lasciato che un po’ di riso per me / Mi dice un valletto cinese / Io canto, ma la fame che mi perseguita / tormenta il mio appetito / cado spesso nel mezzo di un sentiero / Svengo e cadendo muoio a metà / “Gendarmi, che passate sul mio cammino / Gendarmi, tendo la mano / Pietà, ho fame, vorrei mangiare / Sono molto magro, magro…”

Fermo, altri baffi mi han detto / fermo “Ah, mio amico / è lei il cantante vagabondo? / La rinchiuderemo …si, il suo conto è buono” / Oh, spago, mi son salvato dalla vita / Spago sia dunque benedetto / perché grazie a te ho reso lo spirito / mi sono impiccato stanotte e da allora / Canto, canto giorno e notte / Oh, io canto dei cammini / io perseguito le fattorie e i castelli / un fantasma che canta, lo si trova divertente / E dormo, la notte sull’erba dei boschi / e gli insetti non mi pizzicano / Sono contento, va bene, non ho più fame / E canto del mio cammino.

Foto: screnshot video

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