È morto Blackie Onassis: suonò per i Nirvana e in Pulp Fiction

Blackie Onassis, scomparso a 57 anni
Blackie Onassis, scomparso a 57 anni - Credit Urge Overkill (velvetmusic.it)

Blackie Onassis suonò con gli Urge Overkill, e una delle sue canzoni – una cover – finì sulla colonna sonora di Pulp Fiction con notevole successo

A scegliere la versione degli Urge Overkill di Girl, You’ll Be a Woman Soon fu Quentin Tarantino in persona. Che ascoltando la loro cover di questo classico di Neil Diamond disse che era perfetta per il suo Pulp Fiction. E in effetti lo era. Anche se coincide con uno dei momenti più drammatici del film.

Chi era Blackie Onassis

Blackie Onassis era il nome d’arte di John Rowan, batterista del gruppo rock degli anni ’90 Urge Overkill, un trio alternative rock originario di Chicago che ottenne discreto successo nei suoi anni di attività, in particolare con il loro album Saturation del 1993.

Una vita non facile e piuttosto tormentata da non pochi fantasmi quella di Onassis. Le cause della sua morte non sono state rese note. Aveva 57 anni.

Il suo percorso all’interno della band è stato breve ma è anche coinciso con il momento più creativo e fortunato della band che si è concluso con la pubblicazione del loro ultimo album pubblicato per una major, lo splendido Exit the Dragon, uscito nel 1995.

Un po’ punk ma anche pop

Nato negli ambienti bohemienne e alternativi del South Side di Chicago, Rowan-Onassis si è unito

agli Urge Overkill, chiamato dai due fondatori della band, Nash Kato e Eddie “King” Roeser, nel 1991. Un percorso tra grunge e hardcore con forti sfumature punk e notevole senso della provocazione.

Rowan decise immediatamente di cambiare nome in Blackie Onassis e aveva giustificato la sua scelta così: “In questo mondo del rock and roll in fondo mi sento un po’ miliardario anche io. E poi in questa band mi sento in famiglia”.

E infatti, con notevole senso dell’ironia, la band nel primo album con il batterista al suo posto, The Supersonic Storybook, pubblicò Today Is Blackie’s Birthday, la presa in giro colossale di una band che voleva essere pop come Neil Diamond a Las Vegas ma corrosiva come una band del post-punk anni ’90. Con tutti gli eccessi del caso.

Blackie Onassis con gli Urge Overkill, è il primo a sinistra
Blackie Onassis con gli Urge Overkill, è il primo a sinistra – Credit Urge Overkill (velvetmusic.it)

Una vita di eccessi

Di loro si accorsero anche i Nirvana che li portarono in tour durante la promozione di Nevermind. Quella fu la svolta che valse loro la firma per un contratto con la Geffen Records. Ma paradossalmente diventa anche l’inizio della fine. Onassis comincia ad avere parecchi problemi di eroina che di tanto in tanto trapelano anche nei lavori della band. Il tutto nonostante il maggiore successo possibile per gli Urge Overkill.

Quentin Tarantino li sceglie con la cover di Girl, You Be a Woman Soon per la scena nella quale Uma Thurman ha una overdose. E contestualmente Sister Havana diventa il loro maggiore successo.

I problemi di Onassis diventano sempre più evidenti, e difficilmente evitabili. Lo stesso Onassis in The Mistake, inserito in Exit the Dragon canta “…Stai attento a ciò che prendi, hai molto in gioco, più di quanto saprai mai, fai attenzione all’overdose”.

Poco dopo l’uscita dell’album Rowan-Onassis finisce in carcere per possesso di eroina e la situazione precipita Le strade con la band si separano anche se i rapporti resteranno amichevoli. Da allora del batterista si sono letteralmente persi i contatti. Da quanto si è appreso Rowan è morto a Los Angeles.