Lucio Battisti, l’anniversario della morte del genio della musica italiana

Il 9 settembre è una data di riflessione su quella che è l’immensa eredità che Lucio Battisti ha lasciato al mondo della musica pop

Il 9 settembre 1998, esattamente 25 anni fa, si spegneva dopo una lunga malattia Lucio Battisti. Una morte schiva e silenziosa, così come nelle sue abitudini che lo avevano portato ad allontanarsi quasi completamente dalla vita pubblica e culturale del paese nonostante le richieste non mancassero per esibizioni, tour, dischi… persino un musical e una docu-fiction. Tutte operazioni che Battisti aveva sempre declinato in modo estremamente fermo.

Lucio Battisti, una morte silenziosa

Lucio Battisti aveva 55 anni e non si esibiva pubblicamente da venti. Contrariamente a Mina, sua grande amica con la quale continuerà a sentirsi fino agli ultimi giorni, il suo esilio è italiano. Perseguitato da stampa e paparazzi che con poco riguardano lo sbattono in prima pagina mentre fa la spesa o passeggia in bicicletta intorno a casa. Escono titoli infelici che si riferiscono al suo peso e al fatto che l’immagine di qualche anno prima fosse purtroppo un ricordo.

Battisti detestava le interviste, non sopportava l’idea di essere fotografato nemmeno per uno scatto che doveva restare privato. Oggi in epoca di selfie costanti e continui sarebbe ancora più recluso di allora.

Che Battisti non stesse bene non lo sapeva praticamente nessuno. Solo le persone a lui più vicine che, conoscendolo, gli dimostrarono fedeltà mantenendo il più stretto riserbo. Quando le notizie riportano della sua malattia è già troppo tardi. Battisti va sotto i ferri per un intervento urgente a Milano: le sue condizioni sono già molto grave. É il 30 agosto. Morirà peggiorando poco per volta, giorno per giorno, il 9 settembre all’ospedale San Paolo di Milano.

Al suo funerale venti persone: le uniche ammesse dalla moglie, gelosamente custode di quelli che sono stati gli ultimi voleri dell’artista. Viene sepolto a Molteno, in Brianza, dove viveva schivo e protetto dalla sua comunità di concittadini e vicini da molti anni.

Dopo la morte, il protezionismo delle sue canzoni

Grazia Letizia Veronese, la vedova di Lucio Battisti, ha sempre mantenuto molto rigidamente il controllo sui diritti delle sue canzoni. Nessuna concessione, nessuna eccezione. Niente fiction, niente documentari.

Un momento della traslazione della salma di Lucio Battisti davanti alla cappella del cimitero di Molteno
Un momento della traslazione della salma di Lucio Battisti davanti alla cappella del cimitero di Molteno – Credit ANSA (VelvetMusic.it)

Il Comune di Molteno chiede con molta insistenza di realizzare un evento pubblico dedicato a lui appunto la prima richiesta è del 2005, dopo otto anni di discussioni la vicenda finisce in tribunale: il Comune vince e i giudici condannano gli eredi a pagare i danni. La famiglia decide allora di riesumare la salma, trasferirla a San Benedetto del Tronto – dove vive la vedova – per cremarla dopo pochi giorni. Oggi non c’è una tomba di Lucio Battisti. Ma c’è un monumento, eretto dal comune di Poggio Bustone dove era nato. L’eredità del grande artista è esclusivamente musicale.

L’eredità di Lucio Battisti

Il peso di Lucio Battisti nelle dinamiche della musica italiana è a dir poco inestimabile. Si tratta di un autore che ha completamente ridefinito il genere del pop italiani tra gli anni ‘60 e ‘70, innovando il suono, utilizzando in modo massiccio la prima elettronica, sperimentando. Tutti conoscono e cantano da almeno cinquant’anni i brani di Il mio canto libero che è considerato a tutt’oggi il suo capolavoro.

Il mio canto libero non fu solo un gigantesco successo commerciale, ma anche un trionfo di critica, guadagnandosi elogi per il suo suono innovativo e i temi narrativi molto arditi. Rock, folk, ballate… Battisti alterna il suo formato-canzone secondo l’estro e l’ispirazione del momento. Ma poi si diverte molto a spiazzare con album forse meno conosciuti e canzoni che cambiano e ampliano drasticamente il suo panorama: Una giornata uggiosa, Una donna per amico, Sì Viaggiare… le tastiere diventano sempre più digitali, il suono si fa a tratti addirittura funky, molto americano.

Pochissime le immagini di Lucio Battisti, quasi tutte tratte dagli archivi analogici delle sue trasmissioni in RAI
Pochissime le immagini di Lucio Battisti, quasi tutte tratte dagli archivi analogici delle sue trasmissioni in RAI – Credit ANSA (VelvetMusic.it)

Gli ultimi album sono quanto di più innovativo si possa pensare: i fan tradizionali non capiscono e forse neppure apprezzano dischi come Don Giovanni, La Sposa Occidentale, Cosa succederà alla ragazza o Hegel. Battisti gioca con il computer e con parole sempre più atipiche e raffinate, sicuramente meno pop, non più firmate da Mogol ma da autori emergenti come Pasquale Panella. In compenso ad accorgersi di lui è la musica internazionale.

L’eredità di Lucio Battisti

L’eredità di Battisti è proprio questa, quella della maturità: temi sociali e filosofici, che lo vedono affrontare senza fare sconti a nessuno argomenti estremamente forti come la libertà, l’individualismo e l’esistenzialismo, in risonanza con una generazione alle prese con un cambiamento sociale e politico che Battisti non solo aveva sapeva analizzare. Ma che dimostrava di capire e di anticipare.

La prematura scomparsa di Lucio Battisti nel 1998 ha segnato la fine di un’era nella musica italiana, ma la sua eredità di oltre trent’anni di musica di altissimo livello è ancora estremamente attuale. Da una parte il protezionismo della famiglia ha evitato che il mercato cannibalizzasse la sua opera e il suo nome. Dall’altra è indubbio che le nuove generazioni non abbiano una piena consapevolezza di quello che Battisti abbia rappresentato nell’evoluzione musicale italiana.

Ma la sua influenza può essere ascoltata nel lavoro di innumerevoli artisti italiani e internazionali che hanno tratto ispirazione dal suo suono innovativo e dal suo lirismo poetico.

Ancora oggi le canzoni di Battisti continuano ad essere reinterpretate e celebrate: non è un caso che in qualsiasi karaoke e in qualunque gita scolastica una-due brani di Battisti facciano capolino. E che le conoscano tutti. A dimostrazione della sua forza e contemporaneità.

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