Biagio Antonacci, nuovo disco: “L’album che non pensavo”

Alla vigilia della pubblicazione di un disco prodotto con tempi molto lunghi, Biagio Antonacci spiega il suo nuovo album

Si intitola L’Inizio. E potrebbe sembrare un controsenso visto che si tratta del suo 16esimo album in studio e arriva a 60 anni suonati.

Una delle foto di copertina dell'ultimo disco di Antonacci
Una delle foto di copertina dell’ultimo disco di Antonacci – Credits Ufficio Stampa (Velvetmusic.it)

Ma Biagio Antonacci spiega in modo molto chiaro e dettagliato quali sono i temi che lo hanno in qualche modo portato a resettare per l’ennesima volta il suo punto di vista artistico e personale.

Biagio Antonacci, l’inizio a 60 anni

Festeggiati i 60 anni, il 9 novembre, con la nascita del suo terzo figlio – nato nel dicembre 2021 – Biagio Antonacci presenta un disco diverso anche da quelle che erano le sue aspettative iniziali: “Non pensavo che potesse diventare una sorta di concept album – spiega – non era questa la mia idea originale ma una dopo l’altra le canzoni hanno creato un tessuto narrativo che ha un suo perché e una propria autonomia. Me ne sono accorto alla fine: quando sono andato a riascoltare il disco tutto insieme ho capito come le canzoni fossero legate una all’altra. É qui che ho messo a fuoco il concetto della consapevolezza”.

Anni fa Antonacci cantava Liberatemi. I tempi sono cambiati: “Non sono così convinto che  l’uomo potrà mai dire essere libero. Ma con il tempo penso possa guadagnare una certa consapevolezza”.

L’Inizio in definitiva non è mai assoluto. Ma l’ennesimo che rappresenta un nuovo capitolo: “Mi sono trovato ad attraversare diverse fasi della mia vita, tutte profondamente differenti l’una dall’altra. Un successo esplosivo, poi più maturo, quindi un ritorno sorprendente anche per me. Questo è una nuova ennesima fase. Ognuno organizza il tempo a modo suo. L’inizio è scoprirsi ogni volta, anche quando ti sembra di avere fatto e detto tutto. Si inizia sempre. Ogni giorno”.

Da Rozzano in poi

Il suo inizio da Rozzano, cintura popolarissima a sud di Milano, culla di molti trapper della nuovissima generazione, non è poi diverso da quello di molti artisti che oggi fanno della propria radice, e delle origini popolari nate dalla strada, un motivo di rivalsa non sempre facile da accettare e spesso controverso: “Io fondamentalmente ho cominciato a fare musica per autoaffermarmi, ma soprattutto per conoscermi. Avevo qualche ansia e qualche paura in più e mi rendo conto di avere perso anche un sacco di tempo facendomi mille problemi che non erano sani e nemmeno opportuni. Vedo molta genuinità in quello che leggo oggi, nelle produzioni di ragazzi che oggi si affacciano alla musica e hanno venti anni. Mi piace l’idea di esserci se qualcuno mi chiede un consiglio. Ma non sono e non sarò mai quello che dice… ‘ascolta me, senti come si fa’. Se proprio devo dare un consiglio l’unico, valido per tutti, è quello di non perdere tempo. Di fare le cose senza aspettare e di imparare”.

L’inizio porta anche qualche rimpianto: “Inevitabilmente, come sempre. Si passa il tempo a dire avrei dovuto, avrei potuto. Non ho mai fatto un tour all’estero. Non ho mai studiato, forse non ho letto abbastanza. Ma tutto sommato ora ho meno ansia nei confronti del futuro. Vivo il presente. Non è poco”.

Disco in uscita

Circondato da un esercito di ragazzini che hanno cose da dire e si prendono lo spazio per farlo: “L’ispirazione è fondamentale. É logico che quando si è giovani si dà sempre il meglio di sé, si hanno energie, idee e l’incoscienza necessaria. Ma finché si hanno cose da dire si cerca il modo di dirle. In questo disco di cose da dire ce ne sono molte. A volte intercetti idee che non sono tue ma che potrebbero esserle. E le fai tue”.  

Un ragionamento che sembra essere alla base dell’adozione del brano L’Inizio, che dà il titolo al disco è e che porta la firma di Giorgio Poi, autore di nuovissima generazione di grande interesse: “La canzone parla della paternità che in fin dei conti è un inizio per eccellenza. La canzone mi è piaciuta subito, il suo stile di scrittura è molto bello. Ha scritto una canzone sull’essere padre e sull’attesa frenetica di diventarlo senza avere mai avuto un figlio”.

Il pubblico delle nuove generazioni lo conosce trasversalmente, forse lo apprezza: “Mi piace pensarlo. Quando mi sono esibito con Tananai per Sognami ho visto una connessione che credo non sia solo di cortesia. Ho sentito affetto vero. Io credo che i ragazzi oggi, tra le tante urgenze che esprimono, abbiano anche quella di farsi proteggere e in qualche modo ‘coccolare’.       

L’Inizio esce venerdì 12 gennaio. Questa la tracklist

1. L’inizio
2. Delivery
3. A cena con gli dei
4. È capitato
5. Anita
6. Lasciati pensare
7. Tridimensionale
8. Dimmi di lei
9. Telenovela
10. Sognami
11. Bastasse vivere
12. Non diamoci del tu
13. Seria
14. Non voglio svegliarti
15. Evoco

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